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Una Famiglia, Due Tenute

Breve storia della Maremma – parte 2

maremmaDa palude a terra promessa, la Maremma ha attraversato la storia d’Italia. Continua il nostro viaggio nella storia della Maremma. Dopo aver narrato dei difficili tempi antichi e della Grande Bonifica iniziata nel XIX secolo, la Maremma conosce una nuova fioritura, trasformandosi in una terra di sviluppo ed eccellenze agricole.

UN NUOVO INIZIO

Dalla metà del XIX secolo in poi, nonostante la presenza di un certo numero di briganti che imperversarono a cavallo tra l’Ottocento e il Novecento, la Maremma conobbe una fase di prosperità basata sull’agricoltura. È testimone di tutto ciò Carlo Pazzagli, che nella sua opera Per la Storia dell’agricoltura toscana nei secoli XIX e XX (1975) usò come fonte principale il catasto agrario del 1929, il quale era stato effettuato un anno dopo l’ultima bonifica storica della Maremma. Il governo fascista è generalmente noto per le opere di bonifiche a cui diede vita, in particolare quella dell’Agro Pontino. Il destino volle che, esattamente cent’anni dopo quello di Leopoldo II, anche Mussolini emanò un decreto per la bonifica della Maremma. Tale bonifica venne definita “integrale” perchè non fu solo idraulica e sanitaria ma, sotto la spinta dei fermenti sociali dell’epoca, anche agraria, con un’economia basata non più esclusivamente sulla cerealicoltura estensiva. Con la partecipazione dell’Opera nazionale Combattenti vennero introdotte nuove colture di qualità e nuove razze bovine, potenziate le infrastrutture e favorita l’immigrazione di contadini veneti.

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L’OPERA DI TOMMASO CORSINI

Dopo gli interventi del periodo fascista la regione risultava ormai sufficientemente fertile, ma si deve all’ultima “colonizzazione” post-bellica la definitiva soluzione del problema delle paludi. Nel Novecento, un ruolo importante nell’ammodernamento della Maremma lo giocò Tommaso Corsini, VIII principe di Sismano (1903-1980), grande esperto di agricoltura e allevamento che fu anche deputato all’Assemblea Costituente. Questa famiglia, d’origine antica e d’importanza storica notevole, ha oggi come suo rappresentante Duccio Corsini, che si occupa di salvaguardare il paesaggio e il territorio nel Chianti Classico – con Villa Le Corti, affiancato dalla moglie Clotilde – e nella Maremma grossetana, con la Tenuta di Marsiliana, insieme alla sorella Sabina.

UNA TERRA DI PROMESSE

Attualmente, il consistente sviluppo dei centri balneari ha resto più viva la fascia costiera e più conscia la Maremma dell’importanza di valorizzare la qualità dell’intero territorio; sono in atto, ed in certi casi si sono già concluse, operazioni di salvaguardia produttiva che includono gli ambiti naturalistici litoranei come la zona interna dei tufi, straordinariamente ricca di testimonianze storiche. Anche la viticoltura, grazie agli interventi fatti nel tempo, ha assunto una notevole importanza grazie soprattutto ad un clima favorevole e suoli ricchi e vocati che garantiscono lo scenario ideale per coltivazioni vitivinicole di grande qualità. A sottolineare questa vocazione, nel 2011 si è costituita una nuova denominazione enoica che porta il nome di questa regione, la Maremma Toscana DOC, che fa parte delle 39 Doc della regione Toscana.

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Questa voce è stata pubblicata il 30 settembre 2016 da in maremma, Storia con tag , , , .
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