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IL GALLO NERO TRA STORIA E LEGGENDA

Chianti wine , Italy

Fino al 2005 il Gallo Nero era il simbolo del Consorzio del Marchio Storico, un consorzio che gestiva l’immagine di un gruppo di produttori all’interno del Consorzio del Vino Chianti Classico.

Dalla Lega del Chianti al Consorzio di tutela, il Gallo Nero, nel 2016  compie 300 anni. Da sempre è simbolo di un territorio fiero, che ha lottato per le sue eccellenze vitivinicole

Da sempre il gallo ha acceso l’immaginazione dei degli esseri umani: l’aggressività, il vigore, le piume sontuose e il proverbiale canto mattutino hanno suscitato numerosi commenti in ambito letterario, popolare, simbolista, alchemico e addirittura teologico. Anticamente si pensava infatti che, essendo gli spiriti maligni più attivi nella notte, il vociare del gallo prima dell’alba scacciasse i demoni e segnalasse il graditissimo arrivo del Sole.

Moltissime religioni, sia antiche che moderne, presentano degli aspetti o degli episodi legati al gallo: nel paganesimo greco era consacrato al solare Apollo, mentre Mercurio assunse le sembianze di un gallo come guida delle anime; nella mitologia indiana, i galli erano identificati col Sole, mentre nel Cristianesimo il gallo s’abbina alla resurrezione e al celebre episodio evangelico in cui Gesù ricorda a Pietro che lo tradirà.

Chissà se questi precedenti “spirituali” hanno contribuito a creare la leggenda del Gallo Nero, simbolo che da sempre distingue le bottiglie del Chianti Classico e che, quest’anno, compie 300 anni da quando furono tracciati i confini della zona del Chianti.

Il Gallo Nero è fu storico simbolo dell’antica Lega Militare del Chianti, riprodotto fra l’altro dal pittore Giorgio Vasari sul soffitto del Salone dei Cinquecento, nel fiorentino Palazzo Vecchio. Inizialmente tale emblema simboleggiava soltanto la specifica sotto-denominazione Chianti “Gallo Nero”, ma ben presto il successo di questo stemma divenne talmente rappresentativo del complessivo territorio di produzione del vino Chianti da assurgere nel 2005 a “mascotte” di tutti i vini prodotti dal Consorzio Chianti classico. Un consorzio storico: nato nel 1924 a Radda in Chianti da un gruppo di produttori che reagirono a un decreto che puniva il Chianti negando il nesso tra denominazione e origine geografica, il Consorzio Chianti Classico si riunì con lo scopo di tutelare il prodotto e promuovere lo sviluppo del territorio del Chianti secondo i confini definiti fin dal 1716.

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LA LEGGENDA

Ma veniamo alla leggenda; si narra che nel Medioevo Firenze e Siena, ormai esauste dalle continue lotte intraprese per il possesso del territorio chiantigiano, decisero di risolvere la questione con un singolar tenzone particolarmente curioso: le due città avrebbero scelto come rappresentanti due cavalieri; non appena questi avessero udito udito il canto del gallo, si sarebbero messi al galoppo e il nuovo confine tra i comuni sarebbe stato fissato nel punto d’incontro. L’idea, evidentemente, era quella di dividersi il territorio più o meno al 50% pur di smetterla con le guerre: partendo all’incirca alla stessa ora, i due fantini si sarebbero infatti incrociati circa a metà strada. Ma le cose andarono diversamente poiché i senesi scelsero un gallo bianco, che nella giornata precedente alla disfida fu ben pasciuto al fine di farlo svegliare allegro e di buon mattino; i fiorentini invece scelsero un gallo nero tenuto a digiuno che, a causa dei morsi della fame, cominciò a salmodiare ben prima dell’alba: il cavaliere gigliato, celere e solerte, partì quindi prestissimo e percorse molta più strada del rivale, incontrandolo nel castello di Fonterutoli (sito oggi in Castellina in Chianti); qui venne firmato il trattato di pace tra i due paesi toscani, che fissarono il loro confine a Castellina, a pochi chilometri da Siena.

In ricordo di questo avvenimento mitologico, il vino prodotto della regione contesa venne simboleggiato con quello stesso galletto nero che aveva permesso di conseguirne il possesso. Questa storia, per quanto probabilmente falsa da un punto di vista storico, cerca di spiegare – in maniera aneddotica e fantasiosa – il motivo per cui la città di Dante era riuscita ad ottenere il controllo della maggior parte del Chianti fin quasi alle porte dell’odiata rivale, che sarebbe crollata sotto i colpi di Cosimo I de’ Medici molto tempo dopo (il 21 aprile 1555).

CIÒ CHE CI DICE LA STORIA

Concludiamo asserendo, in maniera scientificamente più rigorosa, che la prima comparsa “pubblica” del Gallo Nero avvenne – come già accennato – nel 1384, quando la Repubblica del Marzocco creò la Lega del Chianti, una sorta di patto politico-militare nato in funzione antisenese che univa una lega di città rurali, detti popoli, corrispondenti agli attuali comuni di Castellina in Chianti, Gaiole in Chianti e Radda in Chianti. Tale Gallo Nero, con cresta rossa, si trovava all’interno di uno scudetto color caramello a sua volta incastonato in uno sfondo giallo-amaranto tagliato trasversalmente. I confini seno-fiorentini della regione chiantigiana sono stati invece delimitati nel 1932 tramite un decreto ministeriale. Come tutti gli eroi che si rispettino, infine, anche il Gallo Nero ha un rivale: è il Putto, simbolo di un consorzio nato nel 1927 per attaccare le mire monopolistiche degli associati di Radda in vista dell’adozione di un criterio di delimitazione territoriale più allargato e aderente a quello sancito dalla pratica mercantile.

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Questa voce è stata pubblicata il 17 ottobre 2016 da in Chianti, Storia con tag , , , , .
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